giovedì 7 ottobre 2010

PARROCCHIA SAN NICOLA - TORREMAGGIORE -Messaggio per il mese di Ottobre 2010

   
Carissimi,


siamo tutti cristiani da tanto tempo, ma forse ci poniamo poco nella condizione di trasmettere la nostra fede.
La Lettera Pastorale del vescovo ci invita in quest’anno a porre l’attenzione sui versetti 33-35 di Lc 24 in cui i Discepoli di Emmaus “fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri… e riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto”. Anche noi siamo invitati a fare altrettanto, cioè ad annunciare agli altri il Cristo Risorto che abbiamo incontrato dal nostro Battesimo ad oggi.
In 1Re 19,19-20 il profeta Elia pone il suo mantello su Eliseo. Mi piace vedere in quest’azione appunto l’atto di trasmettere la fede. Elia compie questo gesto mentre Eliseo sta lavorando con i suoi buoi nel terreno, sul campo di lavoro quotidiano: la fede non si trasmette soltanto nel tempio o in chiesa, ma anche mentre si svolgono le fatiche quotidiane, nella ferialità dei luoghi e del tempo. È proprio lì, nella ferialità, il luogo in cui ognuno è chiamato ad annunciare il Signore. In questo potremmo imparare da Gesù stesso. Come Gesù trasmetteva la fede? Sicuramente, oltre alla sua attività di predicazione, liberando l’umanità di chi aveva di fronte. Infatti, solo un’umanità liberata è capace di accogliere Dio e il suo messaggio. Credo che proprio a partire da questa verità si possa delineare anche per noi il cammino di riflessione e di crescita per quest’anno pastorale: lasciamo che il Signore liberi la nostra umanità e crescerà la nostra fede! Aiutiamo gli altri a liberare la propria umanità e saremo annunciatori di fede, missionari autentici. Le catechesi mensili comunitarie perciò si svilupperanno nel seguente percorso: Liberiamo la mente (pensiero e verità); liberiamo il cuore (amore e gratuità); liberiamo gli occhi (riconoscere la presenza di Dio); liberiamo le orecchie (l’ascolto); liberiamo le parole (dare senso)…

Auguro a ciascuno un proficuo anno ed un buon cammino di liberazione della propria umanità.

don Angelo